Giuseppe, per "Ecce Homo", ha realizzato un set-up a 6 diffusori (più un
subwoofer) intorno al tavolo, lungo le pareti della stanza e quindi alle spalle
degli spettatori.
Notate che lo spettacolo non è pensato per uno spazio teatrale tradizionale;
avviene in uno spazio ogni volta diverso in base alla location, nella quale viene
posizionato di
volta in volta un tavolo intorno al quale prendono posto solo 14 spettatori. Il
paesaggio sonoro dello spettacolo consiste in una trama ininterrotta di tracce
audio contenenti musica, testo registrato, suoni naturali e non. Il tutto è
interamente processato dalla X-Spat boX1 in tempo reale, tenendo conto della
precedente programmazione del posizionamento e movimento di ogni clip
audio. La possibilità offerta dalla X-spat boX1 di ri-calcolare tutti gli effetti in
tempo reale cambiando la disposizione delle casse acustiche, si è rivelata in
questo caso indispensabile. Vi forniamo di seguito maggiori informazioni sullo
spettacolo.

TORINO, FONDAZIONE MERZ
7/8 GIUGNO h. 20,00
Verso Nietzsche Ecce Homo
due improvvisazioni per attore e danzatore di e con Valter Malosti e Massimo Guglielmo Giordani
coreografie di Michela Lucenti suono G.U.P.

TORINO, PINACOTECA DELL'ACCADEMIA ALBERTINA DELLE BELLE ARTI
9/10/11/15/16/18/20/25/28/29 GIUGNO h. 18,00
1 LUGLIO h. 18,00
Nietzsche Ecce Homo
traduzione di Ecce Homo di Roberto Calasso di Valter Malosti progetto e drammaturgia di Valter Malosti
in collaborazione con Michela Lucenti e Marzia Migliora in scena Valter Malosti e Michela Lucenti con Massimo Guglielmo Giordani e Francesco Gabriell e la partecipazione di Margherita De Virgilio Malosti
direzione tecnica e luci di Francesco Dell'Elba suono G.U.P.
coreografie di Michela Lucenti scene di Marzia Migliora costumi di Daniela Cavallo realizzazione disegno di Radu Rata Constantin collaborazione tecnica Matteo Lainati organizzazione Federico Alossa, Elisa Bottero, Paolo Ambrosino supporti tecnici Colas

Teatro di Dioniso, Festival delle Colline Torinesi, Residenza Multidisciplinare di Asti in collaborazione con Asti Teatro, Comune di Asti con il sostegno di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma

Durata 60'
Bisogna considerare i nostri pensieri come gesti
(F. Nietzsche, Frammenti postumi, 1880)

Nell'autunno del 1888, nelle febbrili settimane che precedettero l'euforia di Torino e il successivo, definitivo silenzio, vennero scritte queste pagine che rimangono una delle vette stilistiche di Nietzsche e insieme un tentativo senza precedenti (e senza conseguenti) di capire se stessi non già sciogliendo gli enigmi, ma moltiplicandoli. Non è solo una vita, ma un'opera e una forma, in una parola: la singolarità di Nietzsche che qui viene illuminata in una sorta di messa in scena totale, dove i due poli di Nietzsche - l'uomo dionisiaco e il commediante - in un attimo abbagliante vengono a coincidere per rivelarci "come si diventa ciò che si è". (Roberto Calasso, Milano, 1965)

Il progetto vuole essere un laboratorio creativo legato alla percezione, in cui tre artisti, Valter Malosti (teatro), Michela Lucenti (danza) e Marzia Migliora (arti visive) esplorano insieme, ognuno portando le proprie specificità, quale oggi possa essere il riflesso della ricerca del grande filosofo tedesco, presentando come una sorta di caleidoscopio percettivo in cui le parole divengono "gesti". (Io da sempre collego N. istintivamente ad Artaud, ma questo è un altro discorso.) Nietzsche è il filosofo dell'avvenire, al tempo stesso l'esploratore di antichi mondi, vette e caverne, e creatore in virtù del ricordo di qualcosa che è stato essenzialmente dimenticato.

Danza, leggerezza e riso sono le proprietà di Dioniso.
Sappiamo che negli ultimi giorni del suo soggiorno a Torino Nietzsche danzava nudo nella sua stanza suonando musiche "inaudite" sul pianoforte, tentando forse un salto nell'abisso del mito, incarnandosi nel suo ultimo progetto di scrittura/vita Dioniso Zagreo arriva al fiume Po.

L'installazione avrà la caratteristica di un invito nella caverna/stanza di Nietzsche, in cui i testimoni vedranno scorrere febbrilmente le ultime visioni del filosofo.

"Restituire" quel suo corpo ingombrante, a volte "goffo", sofferente, immergendo tutto in una forza sottile, rarefatta. Una danza sull'abisso fatta di passioni e di una tensione verso la morte, per cui il cuore sta attaccato alla vita come una goccia al vetro della finestra. "È l'incanto degli incanti questa esistenza eccitante, mutevole, pericolosa e spesso rovente di sole".
Una partitura minimale di corpi affidata alla scrittura coreografica di Michela Lucenti, alle sottili e disturbanti visioni di Marzia Migliora e ad un infinito flusso di materiali sonori dal ditirambo al canto tragico risognato e poi morto in Wagner, dalla Carmen di Bizet al suono animale e organico. (Valter Malosti).

Valter Malosti è presente al Festival più volte, a partire dalla prima edizione del 1996 con Un sogno di una notte di mezza estate, poi nel 1997 con HAMLET/Frammenti, Storia di Doro di Donatella Musso nel 1998 e Baccanti nel 2002.

http://teatrodidioniso.2you.it/it/spettacoli/ecce.php

http://www.teatrostabiletorino.it/view.php?table=
catalog&ID=56&lang=ita#season